DOMENICO PISANA

DOMENICO PISANA, teologo morale, poeta   scrittore e saggista, è nato nel 1958. Vive ed opera a Modica. Ha conseguito il Dottorato in Teologia Morale presso l’Accademia Alfonsiana della Pontificia Università Lateranense di Roma. E’ attualmente  docente formatore in assegnazione da parte del  Ministero  dell’Istruzione e del’Università  presso l’ADR, Associazione nazionale dei docenti di religione.  Ha insegnato Etica Professionale, Morale Fondamentale … Continua a leggere

ATTIVITA’ E NOTIZIE BIOGRAFICHE

       L’attività giornalistica, sociale culturale               Dal 1985 è iscritto all’Albo dei giornalisti; è Direttore responsabile dell’emittente radiofonica Radio Trasmissioni Modica, del quotidiano on line RTM.  Dal 1982 al 1985 ha svolto attività giornalistica nel  TV Video Mediterraneo, ove ha anche curato le rubriche “Scuola e Società” e “L’angolo del libro”, mentre dal 1990 al 1995 è … Continua a leggere

PREMI E RICONOSCIMENTI

            RICONOSCIMENTI PER LA CRITICA LETTERARIA                                   – 3° Premio internazionale Katana per la critica letteraria, conferito dal Centro di     Ricerche Poesia contemporanea di Catania il 29 Ottobre 1988 – Menzione d’onore al Premio Bontempelli-Marinetti per la critica letteraria, nel    1989 – Premio speciale per la saggistica, conferito a Palermo il 15/11/2003    dall’ASLA, Associazione siciliana per le lettere ed arti, in occasione del    … Continua a leggere

RASSEGNA STAMPA

 Saggio di Carmelo Lauretta, critico letterario e poeta di Comiso, città di Bufalino, sul poemetto di Domenico Pisana “Canto dal Mediterraneo, pubblicato da Pisana nel 2008 in occasione dei suoi 50 anni.          §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§                                             §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§ Domenico Pisana mentre scrive una dedica ad uno dei pittori … Continua a leggere

CAFFE’ LETTERARIO QUASIMODO

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Il Caffè Letterario Quasimodo è nato da un’idea di Domenico Pisana, che del gruppo è animatore ed ispiratore, ed ha voluto mettere insieme autori che di poesia si dilettano e scrivono. Per Elia Scionti, Salvatore Paolino, Antonio Lonardo, Lucia Trombadore, Franca Cavallo, Silvana Blandino, Carmelo Di Stefano ed Antonella Monaca non si tratta solo di comporre versi ma anche di mettere a disposizione della città, e soprattutto delle giovani generazioni, la loro sensibilità e la loro esperienza. Il nostro intendimento – dice Domenico Pisana- è quello di far accostare quanta più gente possibile alla letteratura, all’arte, alla musica. I nostri sono incontri a tema, fatti di letture, di riflessioni critiche, di accompagnamenti ed accostamenti musicali, di recitazione». Il Caffè Letterario ha anche intrapreso un’opera di sensibilizzazione dei giovani verso la poesia istituendo il premio « La terra impareggiabile» per gli studenti delle scuole della provincia.

                                                                      (Duccio Gennaro, Gazzetta del Sud , 30/6/2009)

Conclusa la V stagione è tempo di bilanci

Un anno di attività del “Caffè Quasimodo” nell’intervista a Domenico Pisana

Scritto da Giorgia Frasca Caccia
Lunedì 20 Giugno 2011 – 13:09
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Modica La V stagione 2010-2011 del “Caffè Letterario Quasimodo” va in archivio con un bilancio decisamente positivo.   Fedele al suo programma, il cenacolo modi-cano, curato da Domenico Pisana,ha propo-sto anche quest’anno incontri di alto livello culturale, spaziando fra letteratura, poesia, teatro, musica, pittura, scultura, e riscopren-do e valorizzando in particolare, artisti contemporanei della provincia di Ragusa.

D. Presidente, un bilancio più che positivo la stagione appena conclusa del Caffè Quasimodo?  R. Direi proprio di sì, vista la presenza sempre costante di un pubblico attento e numeroso nel corso dei vari incontri. Ma al di là di ogni cosa, ciò che più conta è aver dato un contributo all’animazione culturale delle città nelle quali il Caffè Letterario ha portato le proprie iniziative. Il sostegno delle istituzioni e il contributo di privati sensibili alla diffusione della cultura hanno permesso di costruire quasi una sorta di “spazio aperto” alla fruizione culturale, atteso che i “sabati letterari” non solo elitari, chiusi tra soggetti ideologicamente ispirati, ma aperti a tutta la città, con la libertà di partecipare e la possibilità di riflettere sui grandi temi della letteratura e della poesia, nonché di provare anche delle emozioni attraverso quel mix, ormai sperimentato, di letture e musiche che servono anche ad elevare il nostro spirito interiore.

D. Un crescendo negli anni di appuntamenti letterari di successo: dagli 8 incontri del 2006 quando iniziò questa avventura meravigliosa, ai 30 incontri di quest’anno che hanno incluso per la prima volta anche le città di Ispica e Pozzallo. Perché quest’idea? R. Sì, abbiamo avviato questa nuova esperienza, ed è stata arricchente. La cultura intesa come “sistema integrato e di lettura ermeneutica” della vitalità intellettuale di un territorio è stata la mia idea che ha trovato accoglienza nel comprensorio modicano. Il bilancio credo sia stato positivo perché tutti insieme abbiamo incarnato un’idea di cultura, di letteratura ed arte non autoreferenziale, elitaria o chiusa nella contemplazione del proprio campanile, ma come ‘sistema di pensiero e di creatività’ finalizzato a costruire una letteratura d’umanità in grado di ricomporre le relazioni umane.

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D. Quest’anno la stagione si è chiusa con un convegno-dibattito sulla poesia sul tema: Poeti e Poesia nel nostro tempo: quali le conclusioni? R. Che la poesia è a-temporale, cioè non ha tempo e non può definirsi, ma rappresenta un valore per il nostro tempo perché porta dentro di sé i turbamenti della contemporaneità. La poesia non è una merce deperibile e resisterà al tempo; come diceva Parini, già nel XVIII secolo, la poesia “non è necessaria come il pane, né utile come l’asino, tuttavia, se usata bene, può rendere felice l’uomo, poiché anche il piacere estetico contribuisce alla felicità pubblica e privata. Inoltre può avere un’utilità morale; difatti, analogamente alla religione, alla legge e alla politica, alla poesia si può attribuire un valore etico, di impegno civile e sociale”.  D. E la sua concezione di Poesia? R. Io credo che la poesia è come lo sguardo in un pozzo. A volte vedi te stesso, a volte il mondo, a volte assolutamente nulla. Insomma, più che dire che cos’è una poesia, noi conosciamo l’effetto che una poesia genera dentro di noi. Ritengo che la poesia è qualsiasi forza che porti una cosa dal non essere all’essere, e in questo senso sono quasimodiano. La poesia è per me – come diceva il poeta – “una posizione dello Spirito, un atto di fede, o meglio di fiducia in quello che l’uomo fa; la posizione del poeta non può essere passiva nella società; egli modifica il mondo. Le sue immagini forti, quelle create, battono sul cuore dell’uomo più della filosofia e della storia”.

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ISPICA APRE GLI APPUNTAMENTI

CON IL CAFFE’ LETTERARIO QUASIMODO

www.radiortm.it : scritto il 10 ott 2010 nella categoria: Cultura

 Fonte: marcella burderi

 

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 Con la lettura di Inno al Mediterraneo di Grazia Dormiente è tornato a farsi sentire il battito del cuore del Caffè Letterario “S.Quasimodo” di Modica. A Ispica, Sabato 9 ottobre il primo degli incontri che si protrarranno fino alla fine di Maggio 2011. Poeti e amanti della poesia riuniti per il gusto di sentire parole che, come i colori per un pittore, sono strumenti indispensabili per dipingere la tela della vita.  Quell’inno, cantato dalla voce di Ernesto Ruta accompagnato dal Maestro Giannino Amore al pianoforte, ha aperto la serata divenendo per tutte le poesie ascoltate culla facendone unico canto al comune appartenere mediterraneo che… gioioso infrange il silenzio e diventa parola, poi poesia. Un inseguirsi di poesie in una splendida cornice sottratta all’oblio dal Comune di Ispica e divenuto luogo di incontro elegante e raffinato: la Sala del Palazzo del Mercato. Alla presenza del Sindaco Piero Rustico, e di un pubblico attento e desideroso di partecipare ad eventi culturali ricchi di spunti di riflessione, i poeti del Caffè Letterario generosamente si sono avvicendati nella lettura delle loro poesie.

Alla guida la delicata presenza del Presidente e fondatore del Caffè Letterario Domenico Pisana. Un percorso nel quale l’ascoltatore si è ritrovato su sentieri che inducono a riflessioni su aspetti intimi, come per esempio il rapporto poeta- madre, oppure sulle profonde tragedie dell’uomo. A volte l’ascoltatore si è trovato a riflettere sul senso intimo delle cose, altre volte si è ritrovato a sorridere divertito dalle riflessioni sugli usi e sui modi della nostra gente. E l’ Inno al Mediterraneo, sempre sullo sfondo, è stato per tutti un sentiero sul quale chi ha saputo leggere ha scorto in ogni sua parola, poi frase, poi canto, tutte le poesie lette e tutte le tematiche affrontate.

 Negli occhi della coordinatrice del Caffè Letterario per Ispica Daniela Fava, la soddisfazione per esser riuscita a portare sulla città quello scintillio di gemme ai naviganti di cui parla Grazia Dormiente che sa essere la poesia. Silvana Blandino, Franca cavallo, Carmelo Di Stefano, Antonella Monaca, Antonio Lonardo, Salvatore Paolino, Domenico Pisana, Antonella Monaca, Elia Scionti, e Lucia Trombadore gli attori della serata. Protagonista indiscussa la poesia.

…Compagno del vento Raccogli i sussurri e preghiere E gioioso infrangi il silenzio Di obliati templi e castelli. Antico veggente Ritessi miraggi e speranze Sentieri ammalianti delle tue onde Scintillio di gemme ai naviganti … Eco di canti divini Ripeti del cielo La cosmica libertà. 

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 Elia Scionti

Antonio Lonardo

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Lucia Trombadore

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Carmelo

Di Stefano

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Grazia Dormiente

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Salvatore Paolino

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Franca Cavallo

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  Silvana Blandino

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Antonella Monaca

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 OMAGGIO ALLA MEMORIA: POETI MODICANI PROTAGONISTI DEL QUARTO INCONTRO DEL CAFFE’ LETTERARIO QUASIMODO  

www.radiortm.it – Fonte: Marcella Burderi –

 

Il quarto incontro degli amici del Caffè Letterario “S.Quasimodo” è stato un appuntamento non solo con la poesia né solo con la memoria ma anche con la storia firmata da poeti modicani che sono stati personaggi importanti per la città. I versi scelti tra i numerosissimi ascoltati sabato sera al Palazzo della Cultura a Modica danno voce al sentimento di nostalgia che coglie coloro che guardano al passato. Descrivono ciò che è stato e che inevitabilmente non potrà più essere: le persone incontrate, e la vita nel suo inesorabile scorrere.

“Ci sono, nella memoria della nostra città, – afferma il presidente del Caffè Letterario Domenico Pisana – personaggi che attraverso la loro poesia e narrativa hanno emesso la loro voce che è rimasta viva al di la della loro presenza fisica”. Le voci che sono risuonate discrete ma incisive sono state quelle di Giorgio Candiano, Elio Galfo, Franco Antonio Belgiorno, Mario Agosta , Nannino Ragusa e Beniamino Scucces. Ciascuno a suo modo i poeti che sono stati ricordati sono stati esempio di come la poesia possa descrivere luoghi e personaggi legati alla memoria di ciascuno di noi.

 

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La serata è stata un lungo ma mai stancante alternarsi di poesie e momenti introduttivi che in cui lettori raffinati come Daniele Cannata, Alessandra Pitino e Giorgio Sparacino si sono avvicendati con lettori altrettanto profondi come Franca Cavallo, Antonella Monaca e Giovanna Drago. Alcune poesie sono state sottolineate dal canto del gruppo di cantori della contea Muòrika mia.

 

                                                                   

 Di Mario Agosta si è parlato per la sua

capacità di aver saputo descrivere e dar voce ad un personaggio che fa ha fatto parte della storia ci ciascuno di noi: Giufà. Mario Agosta ne ha raccontato vicende e intrecci raccontando con lui l’essenza del popolo in particolare del mondo contadino.

 Un altro momento di alta poesia è stato l’incontro con Franco Antonio Belgiorno indimenticato signore d’altri tempi che a Modica ha donato il suo carattere schietto ed ironico. Belgiorno ha dipinto Modica, le sue vie e le case imbibendo il pennello nella memoria entrando nel cuore delle cose raccogliendone il senso profondo. Giorgio Candiano è stato poi ricordato insieme alla figlia Maria che ne ha descritto la figura non solo di padre ma anche di uomo attento e profondamente amante della sua città. Poi è stata la volta di Elio Galfo cantore dell’inquietudine del vivere, poeta della celebrazione della natura. E ancora Nannino Ragusa ricordato con la figlia Giada per essere non solo poeta del dialetto ma anche studioso della lingua Siciliana di cui ha fissato regole valide ancora oggi per chi si accosta allo studio della lingua.

 A chiudere la serata le poesie di Beniamino Scucces poeta della vita e dei sentimenti. Ancora una volta una serata ricca di emozioni e di ricordi in cui la poesia come è costume del Caffè Letterario è stata unica protagonista con le sue suggestioni e le emozioni che sole riescono a giungere in fondo all’animo di chi sa ascoltare.

 

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 APPUNTAMENTO DEL CAFFE’ LETTERARIO QUASIMODO INCENTRATO SUI POETI E GLI EDITORI A CAVALLO DELL’UNITA’ D’ITALIA IL 16 OTTOBRE 2010

www.radiortm.it : Cultura  Fonte: Marcella Burderi 

 

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“Innalziamo la nostra Patria a fastigio delle più culte d’Italia, e mostriamoci degni posteri del Campailla, di quella gloria nazionale ove si ammira la mente del filosofo, l’affetto e l’immaginazione del poeta…”Così Serafino Amabile Guastella esortava i lettori di Fra Rocco, il suo giornale, all’indomani dei gloriosi giorni che nel 1860 portarono Modica , Scicli, Ragusa e Pozzallo ad insorgere contro i Borboni e ad unirsi ai patrioti guidati da Garibaldi nel sogno di una Italia libera ed unita. Un argomento quanto mai attuale trattato con raffinato fervore dal Professore Giuseppe Barone al secondo degli incontri del Caffè Letterario “S. Quasimodo” al Palazzo della Cultura a Modica, sabato 16 ottobre, alla presenza di un pubblico attento e affascinato.

L’attenzione è stata catturata da subito dallo studioso che con le sue argomentazioni ha puntato su un momento preciso della costruzione dell’Unità d’Italia vissuta anche in città come un momento importante in cui i nostri concittadini sono stati protagonisti. Il quadro che ne viene dipinto è di una Modica che ribellatasi al giogo Borbonico non si è poi seduta sui fasti ma ha contribuito a fondare le basi di una cittadina vivacissima dal punto di vista culturale. Con il tricolore in città non si assistette ad un bieco trasformismo da parte di coloro che prima borbonici si mutarono in Garibaldini, piuttosto si assistette ad un ristrutturazione della cultura. E le istituzioni cittadine respirano un’aria nuova all’interno di una geografia che spezzata dalla rivoluzione si ricompose sotto un nuovo impulso: quello della cultura. “Ma quante difficoltà non dovremo affrontare Signori?- seguita Il Guastella -La vittoria sta nella lotta, e l’esito dipende dalla perseveranza….svegliamoci dal letargo, bandiamo la fatale inerzie e lo indifferentismo, sorvegliamo ed esortiamo coi fatti e colle parole i figli nostri agli studi”. Parole seguite da fatti se si pensa che l’Unità d’Italia a Modica significò essenzialmente scuole e istruzione. Straordinario in quel periodo il numero di alunni nelle scuole modicane. Una comunità che ribellandosi al clericalismo bigotto dei Borboni da vita al catechismo laico che punta all’istruzione a alla conoscenza.

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 È in questo clima che sorgono i primi giornali tra i quali quello del Guastella e quello di Carlo Papa. Un clima culturale fervido in cui il popolo è chiamato a partecipare: “Incoraggiamo e allontaniamo le masse dai pregiudizi, invitiamole colle parole e più coll’esempio a popolare le Scuole” seguita il Guastella in quell’articolo letto con fervore da Enzo Ruta che si è alternato con Vittorio Rubino e Saro Spadola in una carrellata di testimonianze che hanno dichiarato Modica al centro di una vita culturale Italiana ricca di spunti e di riflessioni culturali. La serata è stata accompagnata da un suono delicato e deciso nelle sapienti mani di Francesco Mirabella giovane talento allievo del Santa Cecilia che ha sottolineato con le sue scelte musicali momenti di intenso fervore musicale. POETI , SCRITTORI ED EDITORI 083.jpgAnche il Sindaco Antonello Buscema è intervenuto con una sua riflessione “ il passato serve a conoscere il presente e a riconoscerci in esso. La città apparen-temente lontana dalle dinamiche della Penisola si presenta con la sua vivacità culturale affermandosi luogo centrale nel panorama culturale Italiano”.Il presidente del Caffè letterario ha in chiusura dato appuntamento agli appassionati sabato 23 ottobre a Ispica.

        

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APERTURA VI STAGIONE CAFFE’  LETTERARIO QUASIMODO 2011-2012

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8 OTTOBRE 2011

Il feudo modicano e il regno di Sicilia

Aperte ufficialmente le serate del caffè letterario “S, Quasimodo” ieri al palazzo di cultura a Modica. Il presidente Domenico Pisana nel dare il benvenuto agli ospiti del circolo culturale ha ricordato l’importante funzione del caffè letterario a Modica: “creare occasioni di scambio e momenti di riflessione è la nostra vocazione primaria”. Il primo degli incontri della sesta edizione ha ospitato l’interessante libro di Giuseppe Chiaula, Il feudo modicano e il regno di Sicilia, Monolithus editore. A Pisana il riconoscimento di aver individuato nell’avvocato Antonio Borrometi il relatore ideale per condurre gli intervenuti nelle dinamiche di un testo non di immediata lettura per le tematiche affrontate. Si tratta una ricca e precisa focalizzazione su aspetti peculiari del territorio, le dinamiche del contado modicano, affrontati con rigore storico e scevri da ogni sorta di glorificazione. Un criterio di indagine che cerca di cogliere le specificità degli antichi istituti feudali evidenziandone le profonde differenze rispetto all’assetto ordinamentale che ne è  seguito .

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 Borrometi ha saputo cogliere aspetti del testo che parla di Modica in un periodo storico “passato”ma che si riallaccia a tematiche ancora oggi di grande attualità. Il testo si compone di due parti: il regime di Modica, e la legazione apostolica. “Il saggio – afferma Borrometi- ha il pregio di addentrarsi con puntigliosa precisione in ricerche e riflessioni sugli ordinamenti della Contea di Modica, uno studio rigoroso di fatti e documenti che riguardano gli ordinamenti giuridici della nostra città”. A Lino gatto la conduzione dello spazio musicale mentre a Ernesto Ruta e Teresa Floridia il compito di dar voce a tratti del saggio.

        APERTURA DEGLI APPUNTAMENTI DEL CAFFE’ QUASIMODO A ISPICA

L’INTERVISTA

 di Giuseppina Franzò

Come si pensa di coinvolgere in questa nuova stagione culturale la città di Ispica?

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Innanzitutto partendo dalla partecipazione della nostra città ai moti risorgimentali

      che, insieme al resto delle città italiane, ha contribuito all’Unità del paese. Non a caso, infatti, – afferma Daniela Fava coordinatrice del gruppo ispicese –  abbiamo scelto di iniziare i nostri appuntamenti trattando la tematica risorgimentale, proprio per dare lustro alla nostra città come forza attiva in quella parte di storia, tanto cara e a volte tanto amara per le gravi perdite subite durante le battaglie, così da inserirci, come Caffè Letterario, nell’ambito dei festeggiamenti a carattere nazionale per i 150 dell’Unità d’Italia. Per la relazione ci siamo inoltre indirizzati verso la scelta di risorse locali, quale lo storico locale Dott. Francesco Fronte il quale ha dedicato molti suoi studi per la causa risorgimentale, in particolare della nostra città. Nel corso dell’appuntamento di apertura l’attore Giorgio Sparacino leggerà alcuni brani, mentre il Duo Alcaras-Vindigni arricchirà la serata con musiche e canti.

L’attenzione verso la città di Ispica proseguirà attraverso l’intervento del Prof. Blanco in  una serata dedicata alla memoria di un personaggio illustre, quale Gaetano Curcio, grande intellettuale della città, al cui nome è stato dedicato il Liceo Classico di Ispica.

 

Qual è la novità di questo nuovo ciclo di appuntamenti?

          La novità di quest’anno – spiegano  Domenico Pisana e  Daniela Fava,– è la location dei sabati letterari, che sarà La Sciabica. A riguardo desideriamo ringraziare, ancora una volta, il sindaco Piero Rustico e la sua Amministrazione per la disponibilità a farci utilizzare questa prestigiosa sede della città e per aver creduto in questa esperienza culturale che, insieme alle tante altre, concorre alla crescita culturale di Ispica, aprendola in modo sinergico al comprensorio modicano, e non solo, in quanto, altra originalità di quest’anno, sarà l’incontro con autori provenienti anche da altre Regioni. Ospiteremo, infatti, Ornella Fiorentini, scrittrice di romanzi e di racconti che vive a Ravenna, invitata per parlarci della sua narrativa e per uno scambio con il mondo culturale della città. Anche a livello territoriale ci sarà spazio per la narrativa con incontri dedicati ad autori del Sud Est come Salvatore  Ignaccolo e Angelo Fortuna. Significativa sarà anche la presenza di musicisti del comprensorio modicano, che si esibiranno durante i “sabati letterari” sotto la direzione artistica del Maestro Lino Gatto.

Caffè Letterario e studenti. Cosa offre loro questo nuovo calendario di appuntamenti?

     Proprio pensando agli studenti e ai tanti giovani del comprensorio che, quest’anno, – sostiene Daniela Fava- abbiamo voluto scegliere  tre tematiche che potrebbero essere molto vicine alle loro esigenze scolastiche, agli studi intrapresi. . In un appuntamento, con la presenza del  Prof. Colombo, parleremo di opere della grande narrativa siciliana: Verga, Brancati e G. Tomasi di Lampedusa e di come alcuni dei loro scritti siano diventati dei grandi capolavori cinematografici. Oltre alla lettura di brani tratti da parte degli attori del Nuovo Teatro Popolare di Ispica, accompagnati dai musicisti del comprensorio, si avrà modo di visionare alcuni stralci dei film commentati. Importante sarà inoltre la serata incentrata su una Lectura Dantis a cura dell’attore modicano Giorgio Sparacino, per dar modo così agli studenti di gustare direttamente dalla viva voce di un attore, alcuni versi del grande capolavoro dantesco. La serata conclusiva sarà invece dedicata all’importante realtà artistica quale il Teatro, che continua ancora a rivestire un ruolo importante e ad attirare sempre più soprattutto i giovani, nonostante l’avvento di nuove forme di comunicazione e di intrattenimento.

Quali sono i “sogni” del Caffè Letterario?

  Non abbiamo sogni particolari – dichiara il Presidente Prof. Domenico Pisana-  se non quello di “essere quello che siamo”. Poeti, artisti, musicisti  che vivono con il sogno di fare della propria arte  una posizione dello spirito, una capacità di leggere dal dentro la vita nella sua complessità, una sorta di intuizione dell’anima che non è dato a tutti di avere. Ci piace fare della cultura una “espressione di vita” che unisce il territorio, perché crediamo  che quando fare cultura include e non esclude, i risultati si vedono; quando fare cultura diventa una ermeneutica del territorio  finalizzata a farlo crescere , si può essere contenti di aver dato un contributo. Anche a Ispica il Caffè Letterario Quasimodo  opera  con questa filosofia di fondo, perché ritiene che la cultura  debba connotarsi come “spazio di senso”, come  luogo nel quale si possono incrociare esperienze, sentimenti e riflessioni cognitive in grado di contribuire alla costruzione del tessuto relazionale del nostro tempo.

ISPICA: APERTURA DELLA  STAGIONE CULTURALE DEL CAFFE’ QUASIMODO  DEDICATA  SPACCAFORNO E I MOTI RISORGIMENTALI

DEL 1820

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Da sx: Domenico Pisana,lo storico FrancescoFronte, la Prof.ssa Patrizia Lorefice e la prof.ssa Daniela Fava, coordinatrice del gruppo di Ispica del Caffe’ Quasimodo

Apertura all’insegna della storia quella che ha caratterizzato l’avvio degli appuntamenti culturali del Caffè Letterario Salvatore Quasimodo di Modica e  riguardanti la città di Ispica. Sotto l’intonazione dell’Inno nazionale e di canti risorgimentali a cura del  Duo musicale Alcaras-Vindigni nonché delle magistrali letture dell’attore Giorgio Sparacino, sabato scorso, infatti, è stato affrontato, nella sede della Sciabica, il tema “Ispica e  i moti del risorgimento”.

E’ stato Francesco Fronte, storico locale, a intrattenere il pubblico, dopo gli interventi introduttivi   del Presidente del  Caffè Quasimodo Domenico Pisana, della coordinatrice del gruppo ispicese, Daniela Fava, e  della delegata per la cultura del Comune di Ispica Patrizia Lorefice.

Fronte ha  documentato il quadro del  nuovo decurionato di Spaccaforno, che  si riunì , per la prima volta, presso i Padri Cappuccini il 2 agosto 1818, come risulta dal registro delle delibere decurionali,  e che  vide la nomina  dei  primi ventiquattro decurioni, tra i quali spiccano Raimondo e Pasquale Fronte, Giuseppe Franzò e Natale Leontini.

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 Circa i moti risorgimentali del 1820, Spaccaforno , come ha fatto rilevare Fronte –  “nell’estate del 1820 visse momenti drammatici e fu teatro di una rivolta di massa, durante la quale la popolazione fu presa da furore distruttivo, a causa della miseria in cui versava e da cui non era uscita nemmeno dopo la tanto conclamata fine della feudalità nel 1812. Primo bersaglio della reazione popolare fu, infatti, l’ufficio baronale degli Statella, principi di Cassaro e marchesi di Spaccaforno, padroni assoluti della città fino al 1812 e identificati ancora nel 1820, nell’immaginario collettivo spaccafornese, come i responsabili dell’estremo stato di indigenza in cui viveva (anzi, sopravviveva) la stragrande maggioranza dei cittadini.

Da un rapporto del Sottointendente del distretto di Modica del 25 giugno 1821, si legge che “A Spaccaforno fu abbruciato l’Archivio della Cancelleria, nel quale esistevano gli atti giudiziari, civili e criminali, e con essi gli atti del notaro Giuseppe Curcio, che ne era cancelliere.

“Rievocazione storica interessante – ha affermato Domenico Pisana, Presidente del Caffè Quasimodo, che ha permesso di comprendere  a pieno le cause dei moti di Spaccaforno del 1820 , i conflitti tra le famiglie più potenti della cittadina, nonché intrighi e rivalse politiche, per non parlare dell’odio popolare contro i ricchi proprietari del tempo, prima gli Statella, poi i Modica e la piccola nobiltà locale di Spaccaforno. Una serata molto apprezzata dal pubblico presente e che ha intessuto armonicamente storia e memoria tra musica e letture risorgimentali. 

 MODICA: SABATO LETTERARIO DEL 29 OTTOBRE 2011

“L’oro e l’alloro. La mitica epopea di Francesco Giardina”

FOTO 09.JPG               Da sx: prof. Giovanni Di Rosa, lo storico Giancarlo Poidomani, Domenico Pisana, CesareLorefice La figura di Francesco Giardina, personaggio illustre di Modica, patriota del Risorgimento e deputato, ha riecheggiato lo scorso sabato nel corso dell’appunta-mento culturale del Caffè Letterario Quasimodo, grazie al romanzo storico di un altro modicano, Cesare Lorefice, che dal 1974 vive ad Adria in provincia di Rovigo, dove esercita la professione di medico otorinolaringoiatra. Il suo romanzo, “l’oro e l’alloro”- la mitica epopea di Francesco Giardina”, ha appassionato il pubblico presente, facendo conoscere, attraverso riferimenti storici e creatività letteraria, la storia d’amore di Giardina con la marchesa Domenica Tedeschi, sposata dal Giardina soprattutto per la sua ricca dote oltre che per l’avvenenza fisica. La storia si incastona nella cornice del Risorgimento, la cui lettura dei principali avvenimenti è stata fatta da Giancarlo Poidomani, docente di storia dell’Università di Catania, il quale ha delineato i processi storici risorgimentali nei quali Giardina mostrò di inserirsi con arguzia e capacità, forza e convinzione, mostrandosi un uomo avventuroso e , come ha affermato Giovanni Di Rosa nel suo intervento, un giacobino, un mazziniano, un azionista nelle idee politiche, un sovversivo nella vita sentimentale, la testa calda e anche pensante della lotta antiborbonica nel circondario di Modica. Alle note musicali di Ruben Micieli, che ha incantato il pubblico con l’esecuzione di musiche di Chopin, e alle accattivanti letture di Enzo Ruta, direttore della Compagnia teatrale “Controscena”, hanno fatto eco le parole del Presidente del Caffè Quasimodo Domenico Pisana: “abbiamo pensato di dedicare una serata al libro di Cesare Lorefice perché dà la possibilità alla nostra città di ricordare un personaggio epico che ha fatto rivivere uno dei momenti più entusiasmanti della storia del nostro Risorgimento e perché ci mette a contatto con una narrazione ove l’intreccio di vicende storiche, figure di donne e di uomini realmente esistiti, sentimenti e passioni, nonché di atti di ardimento e momenti di vita quotidiana, sociale, politica e culturale nel territorio dell’ex Contea di Modica contribuisce a delineare un percorso di evocazione storica ricco ed avvincente”. “Ritorno a Modica con emozione e piacere – ha concluso Lorefice – e ringrazio il Caffè Quasimodo per avermi dato la possibilità di respirare le mie origini e di incontrare amici e conoscenti. Confesso che l’unico, esclusivo desiderio che mi ha mosso a scrivere questo libro è stato quello di narrare gli avvenimenti di Mimma Tedeschi, creatura bellissima di sogno, e tanto sfortunata, della quale mi sono innamorato leggendo le imprese di Francesco Giardina a cui Modica, la Sicilia, e l’Italia, devono tanto”.

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SABATO LETTERARIO 5 NOVEMBRE 2011

I RAPPORTI ITALO-LIBICI NEL LIBRO DI LUCA MARCHI  

                                                                                                           di Saro Cannizzaro

  

Una ricerca storica attenta e puntuale, condotta su documenti  di archivio  anche della Prefettura di Ragusa, e che ha offerto aspetti nuovi del rapporto tra Italia e Libia nel periodo 1911-2011. Così ha definito il libro di Luca Marchi la dott.ssa Alessandra Kersevan, ricercatrice storica del Friuli, intervenuta al sabato letterario del Caffè Quasimodo, che ha dedicato il suo terzo appuntamento della stagione ancora una volta alle problematiche storiche con la presentazione del volume   “Libia 1911-2011-  Gli italiani da colonizzatori e profughi.”

Una serata particolarmente suggestiva  quella offerta dal Caffè Quasimodo, arricchita da una atmosfera  di luci, suoni, musiche e   filmati che hanno accompagnato la lettura di brani del libro  da parte dell’attore vittoriese Emanuele Nicosia, supportati dal  commento musicale di Marina Zago al violino e Marco Cascone alla fisarmonica, mentre il “Duo Paganitango”, composto da Daniela Ricca e dal Direttore artistico del Caffè Quasimodo, Lino Gatto, ha intervallato  le varie fasi dell’ evento culturale.  

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                          Da dx: Luca Marchi, Domenico Pisana, Alessandra Kersevan Marchi, Il Presidente del Caffè Quasimodo Domenico Pisana, ha ricostruito i protagonisti dei rapporti italo- libici in particolare dal 1969,  a partire dai Governi Andreotti, Moro, Craxi e Spadolini, per arrivare a Silvio Belusconi, con un percorso argomentativo scevro da usi politici della storia ”  e caratterizzato    come ha rilevato il prof. Massimo Sturiale, docente di lingue e letteratura presso la Facoltà di Lingue di Ragusa –   “dalla capacità di analisi dell’autore  di andare oltre ciò che  era già noto sulla storia della Libia, dando così un contributo di ricerca poggiato su fonti archivistiche e fotografiche molto interessanti”.    LIBIA 1911-2011 DI LUCA MARCHI (63).JPG     Il volume di  Marchi è stato giudicato un ottimo libro anche da  Angelo Del Boca, che  è stato il primo storico italiano a denunciare le atrocità compiute dalle truppe italiane in Libia e in Etiopia. Nell’intervista a Del Boca,condotta da Marchi e inserita nel suo volume, emerge una certa sintonia tra la tesi del giovane vittoriese e l’ opera di ricostruzione storica dei crimini del colonialismo italiano, che  si è scontrata, secondo Del Boca stesso, anche con la storiografia vicina “gli ambienti conservatori per cui certe cose non si possono dire perché siamo, appunto, brava gente“. “La Storia può essere un dono e può anche essere una dose di veleno”  si legge nell’intervista di Marchi a Del Boca, e Marchi, con il suo volume, ha mostrato di credere nella Storia come dono. LIBIA 1911-2011 DI LUCA MARCHI (61).JPG

 SABATO LETTERARIO DEL 19 NOVEMBRE 2011

LA POESIA DI ANTONIO LONARDO

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Da sx: Domenico Pisana, Antonio Lonardo, Salvatore Paolino, Maria Iemmolo, Giorgio Sparacino

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GRANDI PAGINE DI TEATRO

VENERDI’ 2 DICEMBRE 2011

 AL CAFFE’ QUASIMODO GIORGIO SPARACINO INTERPRETA EDIPO, AMLETO E MACBETH

                                                                                                               di Saro Cannizzaro

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L’attore

Giorgio Sparacino

          

Si è respirato un clima teatrale di forte spessore ieri sera al Caffè Letterario Quasimodo di Modica. L’attore GiorgioSparacino, direttore della Compagnia Teatrale “Utopia” di  Ragusa, ha entusiasmato il pubblico presente con una suggestiva interpretazione di alcune  grandi pagine di teatro, accompagnato da due pianiste, Concita Marta di Siracusa e Antonella Vindigni di Pozzallo, che hanno intervallato la performance di Sparacino con una brillante esibizione a 4 mani.Dopo il saluto iniziale di Salvatore Paolino, è stato la tragedia di Sofocle, l’Edipo Re, ad essere interpretata da Sparacino per riproporre il  tema sempre perenne  della fragilità dell’esperienza umana, che può passare, in breve tempo, dal massimo del carisma alla più abissale delle abiezioni. A TEATRO CON GIORGIO SPARACINO 113.JPG

Il pubblico intervenuto

 “Si è trattato di un momento di pregevole interesse culturale ha affermato  Domenico Pisana, Presidente del Caffè Quasimodo, perché  il teatro ha sempre un fascino particolare e aver programmato nell’ambito degli appuntamenti culturali  uno spazio per la rappresentazione di grandi opere teatrali credo sia stata una scelta importante”. A TEATRO CON GIORGIO SPARACINO 098.JPG

Il Duo Marte  Vindigni

 In un crescendo di atmosfere di luci e di musiche, un efficace coinvolgimento emotivo sul pubblico hanno avuto anche le pagine riferite a Macbeth, che  è tra i più conosciuti drammi di Shakespeare,  e che è anche divenuto archetipo della brama del potere e dei suoi pericoli, nonché l’Amleto, la più lunga tra le opere di Shakespeare, che  rappresenta una svolta nello sviluppo spirituale ed artistico dell’autore soprattutto tramite dei dialoghi che raggiungono all’interno dell’opera un’intensità di significato difficilmente ripetuta in passato. Un’intensità dovuta soprattutto ai giochi di parole di Amleto, aventi sempre significati molteplici, che lo rendono probabilmente uno dei personaggi che meritano più attenzione all’interno del panorama teatrale.

 9 Dicembre 2011: al Caffè Quasimodo presentato il libro di Marcella Burderi

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 Da sx: Giuseppe Barone, Marcella Burderi, Angelo Di Natale, don Mario Martorina, Domenico Pisana

Presentato al caffe’ Quasimodo l’interessante pubblicazione di Marcella Burderi , edita dall’ Associazione culturale Dialogo, “Maria nella voce delle donne. Testimonianze scritte e orali di un percorso mariano”, per iniziativa della Fondazione Grimaldi e del Caffè Letterario Quasimodo. Un lavoro di ricerca delle tradizioni cristiane, religiose quelle, per l’esattezza, legate alla Madonna, alle devozioni, alle preghiere e anche alle cantilene.

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                             Domenico Pisana, il noto attore televisivo Carlo Cartier

Marcella Burderi è riuscita a raccogliere tanto materiale, girando in gran parte tra le campagne, registrando e trascrivendo i ricordi e le “espressioni” di persone anziane che ancora oggi non hanno dimostrato di avere indelebili le preghiere, in dialetto, per esortare la Vergine. Una raccolta non a caso nata a Modica, città che per devozione, è legata, in particolare, alla Madonna delle Grazie, alla quale è stato eretto, come ha sottolineato il presidente della Fondazione Grimaldi, lo storico Giuseppe Barone, un Santuario con fondi della popolazione e alla quale sono legati i “miracoli” di avere bloccato la peste che aveva praticamente raso la limitrofa città di Scicli.

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Il Gruppo Muorika mia

Il biblista don Mario Martorina ha toccato altri aspetti così come ha fatto il Presidente del Caffè Letterario Quasimodo, Domenico Pisana. La serata è stata moderata dal giornalista Rai, Angelo Di Natale. L’attore Carlo Cartier ha letto alcuni brani del libro, alternato dalle canzoni del gruppo Muorika Mia a cominciare dalla bellissima “Ave Maria” di De Andrè. Il volume offre uno spaccato del culto mariano nella città di Modica, riportando testimonianze raccolte dalla Burderi dalla viva voce di donne che hanno coltivato la devozione mariana.

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17 DICEMBRE 2011: READIND DI POESIA E NARRATIVA AL CAFFE’ QUASIMODO CON POETI E  SCRITTORI  DELL’AREA SIRACUSANA. TRA I PRESENTI ANCHE IL SINDACO DI ROSOLINI ANTONINO SAVARINO

                                                                                             

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 Il Prof. Corrado Calvo, scrittore e storico di Rosolini, Domenico Pisana

Scrittori e poeti dell’area siracusana sono stati i protagonisti del sabato letterario  che si è tenuto  il  17 dicembre 2011 al Palazzo della Cultura, nell’ambito degli appuntamenti culturali  della VI Stagione  del Caffè Letterario Quasimodo di Modica.

Un evento importante che si è connotato come un vero e proprio Reading di poesia e narrativa e  che ha visto l’accostamento del pubblico all’esperienza letteraria di alcuni autori: Ignazia Iemmolo Portelli, Tina Aprile, Salvo Grillo, Salvatore Ignaccolo, Pina Magro e Corrado Calvo, quest’ultimo Presidente di Cultura e Dintorni di Rosolini e animatore culturale della città e del versante dell’aretuseo.

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Il Duo Piazzese- Gatto

Ha partecipato  al  Reading  anche il sindaco di Rosolini, Antonino Savarino  nelle veste di autore, mentre  Antonella Monaca ha coordinato la serata , che è stata caratterizzata da brevi note illustrative del percorso letterario degli autori che sono intervenuti  e da un recital di brani di poesia e narrativa scelti  dalle loro opere. Il Duo Piazzese- Gatto, rispettivamente al flauto e alla chitarra, hanno arricchito  la serata con l’esecuzione di brani musicali.  

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 Poeti e scrittori della città di Rosolini  

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Il pubblico 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 Da sx: Lino Gatto, il sindaco di Rosolini Nino Savarino, Antonella Monaca, CorradoCalvo, Domenico Pisana

E’ stato un sabato letterario, afferma  il Presidente del Caffè Quasimodo Domenico Pisana,  all’insegna dello scambio culturale con poeti e narratori del territorio siracusano e , in particolare, quello di Rosolini, città  nella quale fervono i preparativi per la celebrazione dei 300 anni della nascita. L’invito è stato accolto con piacere dal primo cittadino di Rosolini, Antonino Savarino, che ha voluto anche coinvolgere il Caffè Quasimodo in alcune manifestazioni che si svolgeranno nel corso del 2012 nella sua città per ricordare l’evento della fondazione. La serata del 17 dicembre  – conclude Pisana – ha aperto la serie dei sabati letterari dedicati agli  incontri con autori siciliani  dell’area del siracusano, del palermitano e del trapanese, al fine di incrementare rapporti culturali e allargare gli orizzonti del cammino culturale del Caffè Quasimodo”.

OGGETTI SMARRITI”: la nuova silloge di Carmelo Di Stefano, presentata al Caffè Letterario  Quasimodo il 12 febbario 2012  

www,radiortm.it  categoria: Cultura  Fonte: Marcella Burderi
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Da sx: Domenico Pisana, Valentina Raffa, Carmelo Di Stefano, Elia Scionti, Annalisa Di Stefano

Sono certo che la migliore poesia arriva con le parole giuste, con le giuste pause e con i silenzi giusti”. Così Carmelo Di Stefano ha salutato i numerosi amici intervenuti alla presentazione della sua nuova silloge “oggetti smarriti” al Caffè letterario “S. Quasimodo”. A presentare il poeta Valentina Raffa, giornalista della Sicilia, Annalisa Di Stefano, figlia del poeta e curatrice della prefazione della raccolta di poesie, e il presidente del caffè letterario Domenico Pisana. A Elia Scionti, poetessa del gruppo, l’onere di presiedere la serata. La serata è stata arricchita dalla presenza di Alessandra Pitino, Giovanna Drago ed Ernesto Ruta che hanno letto e interpretato le poesie di Di Stefano. Alla voce vellutata di Rossella Cubeta accompagnata dalla Thelonius Jazz Band è stato affidato il compito di sottolineare con la musica jazz tratti del percorso poetico del poeta Distefano. Perché di un vero percorso si tratta quello compiuto dal poeta che si è messo a nudo nei suoi versi mostrando di sé paure e ricordi, emozioni e profumi. È una raccolta che parla di famiglia, di alternarsi di stagioni, di affetti che mancano, di persone portate nel cuore. Famiglia dicevamo: la figlia Annalisa ha curato la prefazione, il figlio Giovanni il percorso fotografico e la moglie ne è spesso musa ispiratrice. Uno scrigno dentro al quale sono rinchiusi ricordi, sensazioni, emozioni smarriti lungo il sentiero dell’esistenza, non persi, ma volutamente nascosti. Tre i nuclei fondamentali riconoscibili nella silloge: l’amore, la paura del tempo e della morte,e la protesta. “Per comprendere un poeta –afferma Valentina Raffa – bisogna ascoltare le sue parole. Leggendo le poesie di Carmelo Di Stefano si ha l’impressione che il poeta sia capace di dare corpo ad immagini che tutti abbiamo dentro. Ma vi è anche un piglio sferzante tradotto però in uno stile versatile, a volte con un linguaggio sperimentale reso però in modo semplice e naturale”. “ Credo che per poter capire questo testo – conclude Pisana – bisogna fare una lettura in chiave retrospettiva. Il libro e punto d’arrivo di un percorso che parte da molto lontano. Quella di Di Stefano non è poesia dell’emotività ma del sentimento inteso come capacità di saper leggere la realtà attraverso la sperimentazione di essa: è facoltà di conoscenza, di intuizione. La poesia di Di Stefano è intrisa di amore che si intreccia con l’esperienza di vita poi arricchita dalla maturità che è crescita nell’amore sentito come capacità di riamare. Infine , vi è la fase del sogno inteso come apertura alla speranza. Questo il percorso che porta alla la fase di “Oggetti smarriti”. L’ultima fase. La fase del ritrovare e del ritrovarsi”.

IL SORRISO AMARO DI UN INTELLETTUALE SREGOLATO: OMAGGIO ALLA SCRITTORE MODICANO RAFFAELE POIDOMANI IL 25 FEBBRAIO AL CAFFE’ LETTERARIO QUASIMODO

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da sx: Orazio Giannì,

Salvatore Paolino, DomenicoPisana,

Carlo Cartier

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Il pubblico

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Il pubblico

Trioclassic: Vindigni Ricca

Gatto

Il figlio di Raffaele

Aristide .

 Ancora un  interessante appuntamento dedicato alla memoria di personaggi illustri quello che si è tenuto  il  25 febbraio, alle ore 17,30,   al Palazzo della Cultura di Modica, nel quadro della stagione 2011-2012 organizzata dal Caffè Letterario Quasimodo. Il II sabato letterario  del circolo modicano è stato infatti incentrato sulla  figura dello scrittore modicano Raffaele Poidomani.

A parlare di Poidomani, dopo il saluto del Vice Presidente del Caffè Quasimodo Salvatore Paolino, sono stati il prof. Orazio Giannì, che ha trattato il tema “Il sorriso amaro di un intellettuale sgregolato”, mentre il Presidente del Caffè Quasimodo Domenico Pisana si è soffermerto sul tema “Sogno e memoria come radici di senso nella poesia di Poidomani”.

E’ intervenuto alla serata il noto attore televisivo Carlo Cartier che ha letto  alcuni testi di Poidomani poeta,  narratore e uomo di satira.

Modica, – ha affermato Domenico Pisana – in questi ultimi anni sta riscoprendo questo suo figlio. Lo scrittore modicano, infatti, sta per essere rivalutato dalla critica letteraria, che ha ritrovato nella sua opera narrativa un universo culturale e letterario di solido spessore e un circuito di sentimenti relazionati agli accadimenti del suo vissuto umano. Poidomani, del resto , conobbe la guerra, che lo vide volontario, prima, e partigiano dopo il 1943; ebbe esperienze giornalistiche collaborando con giornali nazionali (Paese Sera e il Corriere), sui quali pubblicò articoli politici e satirici; ebbe una vita movimentata che lo segnò nella sua personalità briosa e complessa”.

La serata è stata arricchita dalle esibizioni musicali del “Trio classic”, composto da  Lino Gatto alla chitarra, Daniela Ricca al violino e Antonella Vindigni al pianoforte.

        PRESENTAZIONE AL CAFFE’ QUASIMODO, IL 3 MARZO 2012,      

 DEL VOLUME “PENSIERO E CULTURA NELL’ILLUMINISMO”

DEL  MAGISTRATO IGNAZIO SANTANGELO

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 Da sx: Antonio Borrometi, Teresa Flordia, Andre Tomasello, Ignazio Santangelo, Domenico Pisana, Uccio Barone

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Duo Daniele Ricca e Lino Gatto

 “Pensiero e cultura nell’illuminismo”: è questo il titolo del volume del magistrato di Cassazione di Catania, Ignazio Santangelo,(Nella foto) che è stato presentato a Modica nell’ambito dei sabati letterari del Caffè Quasimodo, in collaborazione con la Fondazione Grimaldi e il Rotary di Modica.

Nella sua introduzione, il Presidente del Caffè letterario S. Quasimodo, Domenico Pisana, ha evidenziato l’originalità dell’opera che approfondisce tutti gli aspetti dell’illuminismo, dalla filosofia alla letteratura, alla politica, che interferiscono tra di loro e si condizionano reciprocamente.

L’opera di Santangelo, afferma Domenico Pisana, Presidente del Caffè Letterario Quasimodo, rappresenta un contributo rilevante che si dispiega in una lettura del pensiero illuminista nelle sue posizioni variegate, sia di quelle che ne hanno  esaltato  i principi di libertà, uguaglianza e fratellanza,cosmopolitismo interpretandolo come atteggiamento spirituale e culturale, sia di quelle che lo hanno ritenuto portatore degli interessi e della ideologia della borghesia capitalista nascente, interessi legati al profitto e al dominio; sia, infine, di quelle  posizioni che  distinguono all’interno della civiltà illuministica entrambi gli aspetti , sia positivi che negativi”. 

E’ quindi intervenuto l’avv. Antonio Borrometi, che ha definito il saggio di Santangelo “ un quadro dell’Europa del settecento” secolo nel quale si sviluppò un movimento d’opinione che ha ispirato le grandi trasformazioni della società europea, a partire dalla rivoluzione francese e si è chiesto, citando Sciascia se i valori alla base dell’illuminismo siano ancora presenti nelle società moderna.

Una nota polemica nell’intervento di Borrometi, a proposito della proposta di togliere l’autonomia al Liceo Classico di Modica, intitolato al filosofo modicano Tommaso Campailla, poi scongiurata  ed a quella, ancora attuale, della soppressione del Tribunale di Modica, “ per un malinteso senso di efficienza ed economicità “.

Nel suo intervento conclusivo il Prof. Uccio Barone, ha messo in risalto le peculiarità del saggio di Santangelo sull’illuminismo, evidenziandone la completezza e sottolineando come, proprio l’oblio dei valori dell’Illuminismo sia stato alla base di tante tragedie del secolo scorso .

Problemi e  difficoltà della nostra società, ha sottolineato il prof. Barone derivano dal fatto che tali valori sono oggi considerati inattuali e sarebbe quindi necessaria la loro riscoperta   ed anzi, ha concluso,  sarebbe necessario un nuovo Illuminismo del quale , purtroppo , non si vedono ancora le premesse.  La serata è stata arricchita dalla lettura di alcuni brani del libro da parte di Teresa Floridia, docente di storia e di filosofia nel Liceo Classico “T. Campailla” di Modica, e dalle  esibizioni musicali di Lino Gatto, alla chitarra, e di Giovanni Bobisse, al violino.

IMPRENDITORI D’ITALIA, STORIE DI SUCCESSO DALL’UNITA’ D’ITALIA

A AD OGGI” NEL LIBRO DI MICHELE’ FRONTERRE’  AL CENTRO  DEL XVIII APPUNTAMENTO DEL CAFFE’ LETTERARIO QUASIMODO  

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Da sx. Domenico Pisana, Michele Fronterrè, Valeria Covato

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Giovanna Drago e Daniele Cannata

 

 

 

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Il Gruppo

dei Fiati

S.Giorgio

Ragusa

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Il pubblico

RTM, Fonte: Saro Cannizzaro

Un libro che mette insieme le storie di alcuni italiani che hanno scelto di fare impresa e che fa emergere il talento di chi ha contribuito a far crescere economicamente il Paese : da Gustavo Dofour  a Enrico Mattei, da Calogero Montante a Riccardo Ugolino, da Giovanni Buitoni a Ferrero”. Con queste parole Valeria Covato, giornalista della rivista di economia e cultura “Formiche” ha  aperto il sabato letterario del Caffè Quasimodo di Modica, dedicato alla presentazione del volume  “Imprenditori d’Italia. Storie di successi dall’Unità ad oggi”, scritto da    Michele Fronterrè, autore  che ha studiato nel Liceo Scientifico di Modica, di origini ispicesi e  che vive a Torino ove si è laureato in Ingegneria Aerospaziale al Politecnico.

Brani del libro sono stati letti  da Giovanna Drago e da Daniele Cannata , mentre il Gruppo Fiati “S.Giorgio” di Ragusa  ha arricchito,  con alcune esibizioni musicali, la presentazione del libro, che, – come ha sottolineato  l’autore – è stato pensato  per far conoscere storie dall’Unità d’Italia  ad oggi finalizzate alla descrizione del processo di modernizzazione che ha investito l’Italia negli ultimi 150 anni, e che  si snoda –  come ha evidenziato il Presidente del Caffè Quasimodo Domenico Pisana – con un piglio narrativo che propone personaggi  di ieri e di oggi cercando  di chiarire il modo in cui si è fatto “impresa”, e come il “fare impresa” voglia dire “fare sviluppo”. E tutto questo  Michele Fronterrè  lo ha  raccontato facendo parlare i protagonisti diretti di questo processo: gli imprenditori”.

Caffè Letterario Quasimodo. Modica, confronto tra poeti: Mons. Staglianò e Occhipinti

Radio RTM Modica  Cultura  Fonte: Marcella Burderi

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Da sx: Giovanni Occhipinti, Domenico Pisana, Mons. Antonio Staglianò, vescovo di Noto, Salvatore Paolino

 

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Alessandra Pitino

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Gianluca Abbate al pianoforte e Gabriele Bellomia al flauto

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Giorgio Sparacino, Natalina Lotta e Ornella Cappello

Quando il mare rapidamente ti nasconde e ti scioglie in abissi silenziosi – la luce strappa bagliori verticali alle onde languide e il mare piano finisce, affluisce un chiarore…”; “T’amo, fieno odoroso, perché non trovo in te la superbia delle spighe mature …… T’amo, albero severo, perché non odo lamento dalle tue foglie cadute…. T’amo, pallida luce del pane di frumento in cui l’eterno dimora un istante, la nostra vita raggiungendo per occulti sentieri…” aleggiava lo spirito di Giovanni Paolo II sabato 24 marzo al caffè letterario “Quasimodo”.

La sua poesia e il suo messaggio sono stati spunto per una serata d’eccezione che ha visto nell’ interessante disamina di Domenico Pisana il confronto tra due poeti d’eccezione: Antonio Staglianò e Giovanni Occhipinti. “Un particolare evento – afferma Salvatore Paolino, vice presidente del noto gruppo di poeti di Modica – che ha voluto far omaggio alla poesia di Karol Wojtiya attraverso la poetica dei nostri due illustri amici del Caffè letterario”. La serata è stata arricchita dalle note del maestro Gianluca Abbate al pianoforte e dal maestro Gabriele Bellomia al flauto traverso che hanno sottolineato le letture nella voce di Giorgio Sparacino, Natalina Lotta e Alessandra Pitino. “Il poetare – afferma Domenico Pisana, presidente del Caffè letterario – in Papa Giovanni Paolo trae ispirazione nella contemplazione di Dio. Nei suoi versi raccolti in “Canto del Dio nascosto” e “Canto dello splendore dell’acqua” e in “Trittico romano” Wojtyla dà vita ad una sorta di “romanzo poetico”, nel quale il poeta entra in un rapporto di simbiosi con il creato. Il Dio nascosto trova rivelazione nella contemplazione del creato e si offre al cuore del poeta che ne resta innamorato. Il Dio di Wojtyla non rimane invisibile ma si rivela nel figlio Gesù che incontra l’uomo nella sua quotidianità.

 E si rivela anche nella fatica del lavoro come nella raccolta “La cava di Pietra” versi che risentono del suo vissuto esistenziale degli anni 40, allorquando lavorava nelle cave di Zakrzòwek e poi nelle industrie chimiche “Solvay” presso Cracovia. Forte è la consapevolezza che il lavoro segna la vita dell’uomo. L’opera poetica di Wojtyla- aggiunge Pisana – è veramente un mosaico di ricco di colori, atmosfere, immagini e sensazioni che lasciano trasparire la fede , la grande sensibilità ed humanitas di un papa che sa tradurre la vita, nella sua bellezza e nel suo dolore, in un linguaggio poetico che parla al cuore”.

La serata è poi evoluta nel naturale confronto del tessuto poetico di Giovanni Occhipinti e di Antonio Stagliano. “Corale con trittico – suggerisce Pisana – di Giovanni Occhipinti, utilizza già nella titolazione un episteme che stabilisce un “felice punto di incontro” tra poesia, musica, teologia e filosofia, dandoci le coordinate di una visione poetica dove la parola si fa linguaggio e raffigurazione atemporale dei processi esistenziali più sofferti e fortemente incisi nell’anima. Sul corale, che era una forma musicale, tipica degli inni religiosi, Occhipinti costruisce il suo canto che ha un fascino dolce e delicato, di una trascendenza raffinata e ricca di grazia”. Dalla teologia alla poesia: un passaggio naturale per il Vescovo Staglianò.

 “Leggendo, tra le sue varie sillogi poetiche – ci dice Pisana – ho colto un itinerario lirico – religioso che si dipana tra la poetica della memoria e la contemplazione della Verità. La parola del poeta Staglianò si muove solidale tra due realtà complementari: la musa e la memoria. I versi del poeta Stagliano si dispiegano, pertanto, come “parola cantata” non separata dalla memoria; la memoria del poeta non è una funzione psicologica o un mero supporto materiale della parola cantata, ma è soprattutto un’ illuminazione dall’Alto, un intuizione dello spirito che conferisce al verbo poetico il suo statuto di parola poetico-religiosa con un contenuto “veritativo”. La poesia di Mons. Staglianò è allora, per dirla con Davide Maria Turoldo “il momento più necessario dell’anima”, grazie al quale egli attinge alle fonti della verità e del bene e dà voce al mistero di Dio grazie al quale , altresì, la sua parola poetica apre orizzonti sull’Oltre, su un’alterità che, pur se evocata , rimane indefinita e inafferrabile.

 La poetica di Staglianò è carica di fede e di umanità e guarda alla verità dell’esistenza cercando di “stare in mezzo alle cose che succedono”, per usare una espressione di Calvino. Il poeta riesce, con i suoi versi, a costruire un percorso lirico – meditativo nel quale Gesù di Nazaret non è solo memoria ma evento che si fa profezia, anelito di ogni uomo, modello per vincere le tentazioni, segno della presenza del regno di Dio, azione taumaturgica, ermeneutica della fede vera, atto di amore fino alla follia, annuncio di resurrezione e provocazione per la cultura del nostro tempo”.

Apertura della Settimana della Cultura a Modica: Poesia dialettale siciliana al Caffè Letterario Quasimodo il 14 aprile 2012

Radio RTM Modica  : Cultura – Fonte: Marcella Burderi

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 I poeti del Caffè Quasimodo con i poeti della Sicilia Occidentale: da destra:  Marco Scalabrino, EliaScionti,  Lina La Mattina, Carmelo Di Stefano, Silvana Blandino,   Nino barone, Domenico Pisana, Antonella Monaca, Salvatore Paolino,  Giuseppe Gerbino,  Giuseppe Vultaggio, Franca Cavallo  

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Da sx:Franca Cavallo, Giuseppe Vultaggio, Nino Barone, Domenico Pisana, Lina La Mattina, 

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 L’intervento dell’assessore alla cultura del Comune di Modica dott.ssa Anna Maria Sammito

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Il Gruppo

Muorika mia

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 Domenico Pisana consegna il Medaglione Quasimodo a Lina La Mattina e Giuseppe Gerbino

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Domenico Pisana consegna il medaglione Quasimodo a Marco Scalabrino

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 Domenico Pisana consegna il medaglione Quasimodo a Giuseppe Vultaggio

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Domenico Pisana consegna il medaglione Quasimodo a Nino Barone   

La poesia della Sicilia orientale incontra la poesia della fascia occidentale in una serata indimenticabile, ricca di emozioni e suggestioni. Un vero “festival della poesia dialettale” al caffè letterario “Quasimodo” di Modica sabato 14 aprile che ha visto protagonisti cinque poeti della provincia di Trapani per un incontro organizzato da Franca Cavallo. Ad accoglierli, a nome di tutta l’amministrazione, l’assessore alla Cultura Annamaria Sammito che, nel dare loro il benvenuto, ha aperto la settimana della cultura a Modica ricca, come ormai l’assessore ha abituato i suoi concittadini, di avvenimenti e di incontri. Nino Barone, Giuseppe Gerbino, Lina La Mattina, Marco Scalabrino e Giuseppe Vultaggio i protagonisti insieme alle loro produzioni poetiche. Ad accompagnare le poesie il gruppo Muorika mia guidato dal Maestro Gianluca Abbate. Ricco di interventi, l’incontro è stato un alternarsi, mai stancante di poesia e musica, dedicando un breve ma significativo spazio, al pensiero di ogni singolo poeta nelle interviste del presidente del circolo dei poeti di Modica Domenico Pisana. Cinque poeti, dunque, che nella loro diversità hanno svelato il personale travaglio nel guardare alla vita: Nino Barone di Trapani: ‘u pueta dî Misteri. Al centro della sua poesia la famiglia, i sacri valori della fede, dell’amicizia, il rispetto e la reciprocità dei sentimenti, la devozione per i Santi misteri e la Provvidenza Divina. Lina La Mattina, di Palermo, «matri e pueta ca significa milli voti matri» così la definisce Ignazio Buttitta. Ha partecipato ad eventi di spessore culturale come quello organizzato in occasione del 19° anniversario della strage di Via D’Amelio, e la cui opera è stata anche presentata da Leoluca Orlando in varie manifestazioni culturali. Marco Scalabrino di Trapani, poeta e saggista tradotto in varie lingue che è stato componente della equipe regionale del progetto L.I.R.e.S. promosso dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca – Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, per lo studio del Dialetto Siciliano nella Scuola. Giuseppe Vultaggio di Erice, si dedica da sempre, all’arte della poesia, scritta secondo le forme e i metri classici. E’ considerato esponente di spicco e tra i più rappresentativi nel panorama letterario siciliano. Giuseppe Gerbino, il più giovane dei cinque, si è già ritagliato uno spazio importante nel panorama poetico trapanese, e non solo. Molte sue poesie denotano un intenso lirismo richiamando il sentimento, celebrando l’amore per gli affetti più cari e descrivendo il paesaggio e la natura. “Pur nella diversità di scrittura e di espressione lirica – ha concluso Domenico Pisana – si avverte che nelle poesie di questi autori abita dentro un ‘nous meditativo’ e problematico che sa aprire orizzonti di riflessioni sicuramente intuitive di un sentire comune della nostra gente di Sicilia. C’è da apprezzare certamente il piglio semantico e le dinamiche strutturali che attraversano la versificazione, sempre condotta sul filo di un pathos emotivo ed interiore attento a centrare la sostanza di una esistenzialità siciliana complessa e alla ricerca di una relazionalità positiva”.

CON LA POESIA DI FRANCA CAVALLO  HA APERTO  I BATTENTI, SABATO 6 OTTOBRE,  LA VII STAGIONE DEL CAFFE’ LETTERARIO QUASIMODO DI MODICA 

 “Scàmpuli ri cielu”: è questo il titolo dell’ultima raccolta di poesie  dialettali di Franca Cavallo, che è stata al centro del primo appuntamento del Caffè Letterario Quasimodo svoltosi   il  6 ottobre, alle ore 17,30,al Palazzo della Cultura di Modica. Si è trattato della serata di apertura ufficiale della VII stagione culturale del circolo modicano, che si snoderà per tutto l’anno con i consueti “sabati letterari” che da anni animano la realtà culturale della città.

Il libro di Franca Cavallo è stato presentato, dopo il saluto iniziale del presidente del Caffè Quasimodo Domenico Pisana, da Federico Guastella, poeta e scrittore ragusano, mentre a coordinare la serata sarà la poetessa Antonella Monaca.

“Franca Cavallo – ha afferma Pisana – è una poetessa che ha affinato in modo graduale ed incisivo il suo percorso poetico, dando alla sua ispirazione un tono lirico-estetico che sa interpretare criticamente le essenze più intime della vicenda umana. I suoi versi sono animati da un afflato poetico che spazia dalla natura al tempo, dall’ironia alla satira, dalla memoria alla contemporaneità con una costruzione di immagini ove incanto e disincanto diventano la parabola ermeneutica di un sentire che sa situarsi dentro le categorie etiche più complesse della nostra società frammentata”.

La serata è stata arricchita dalla lettura di testi poetici da parte di Giovanna Drago, Giovanni Blundetto e della stessa autrice, e sarà animata da brani musicali del “Trio GuiPercString”  composto da M° Lino Gatto alla chitarra, M° Daniela Ricca al violino e dal M° Orazio Anastasi alle percussioni.

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           Da sx: Antonella Monaca, Franca Cavallo, Federico Guastella, Domenico Pisana

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Da sx.      M° Daniele Ricca,      M° Orazio Anastasi, M° Lino Gatto

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il pubblico

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Da dx: Giovanni Blundetto,Giovanna Drago, Domenico Pisana

          ISPICA: PRESENTATO IL 10 NOVEMBRE

 IL LIBRO DI RITA BARONE “LA BACCHETTA MAGICA”

Si è svolto sabato sera, nella prestigiosa cornice della Sciabica in piazza 2 Ottobre, il secondo appuntamento ispicese del Caffè Letterario ‘Quasimodo’, dedicato alla presentazione del volume di Rita Barone ‘La bacchetta magica’. Sotto la regia di Daniela Fava, che ha coordinato l’appuntamento culturale, Martino Scierri ha tracciato per i numerosi presenti una puntuale analisi del libro, ‘scritto in un linguaggio scorrevole e piacevole che non stanca il lettore, spesso lo affascina e lo avvince sia per la descrizione minuta e nitida dei luoghi visitati e degli avvenimenti (emozioni e sensazioni incancellabili dalla mente e dal cuore dell’autrice; ricordi di viaggi effettuati), sia per l’analisi interiore dello sviluppo e del maturarsi dell’animo di Lucrezia, pagina dopo pagina’. In una atmosfera caratterizzata dalla lettura di brani scelti del libro a cura di Tina Di Rosa, Stella Spinello e Gaetano Randone della Compagnia ‘Nuovo Teatro Popolare’ di Ispica, nonché da intervalli musicali del ‘Quartetto di Sassofoni’ del maestro Giovanni La Ferla, il pubblico ha apprezzato questa quarta fatica letteraria di Rita Barone dove, come ha rilevato il presidente del Caffè Letterario Domenico Pisana nel suo intervento, ‘la favola’ rappresenta il genere letterario utilizzato dall’autrice per ‘catturare, fissandoli su carta, gli anni dell’adolescenza e dell’età evolutiva, reinterpretandoli attraverso la protagonista Lucrezia, ragazza liceale, figlia di affermati professionisti che l’hanno cresciuta nella serenità e negli agi. La narrazione si snoda in un viaggio in India, terra di fascino e di mistero, dove, attraverso avventure e sorprese di ogni genere, la protagonista matura fisicamente e interiormente’. 

Il sindaco Piero Rustico, nel suo intervento di saluto, dopo aver espresso viva soddisfazione per l’ottimo andamento degli incontri ispicesi del Caffè Letterario ‘Quasimodo’ ed essersi congratulato con la coordinatrice del ‘Gruppo di Ispica’ Daniela Fava per la qualità delle proposte, ha evidenziato ‘la capacità di Rita Barone, attraverso il suo racconto, di fare diventare patrimonio comune a tutti ciò che di intimo, personale e fortemente arricchente viaggi importanti, come quelli fatti da lei e dal marito, riescono a suscitare in chi, come loro, il viaggio lo intende come occasione di conoscere civiltà lontane dalle nostre e non per questo meno ricche e importanti’.

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      da sx: Emanuele Scierri, Piero Rustico,Domenico Pisana, Rita Barone, Daniela Fava

Modica, 9 novembre 2013
           Serata sul trentennio poetico               
di Domenico Pisana
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Serata sul trentennio poetico di Domenico Pisana foto 1

                                           LOCANDINA  SERATA 5 OTTOBRE

LOCANDINA  SERATA 19 OTTOBRE DSC_6415 DSC_6416 DSC_6418DSC_6417 Ispica, 16 novembre 2013 : sabato letterarario su ”  Il Principe” di Machiavelli locandina 16 novembre FOTO SERATA MACCHIAVELLI Modica, 23 novembre 2013, Incontro la la poetessa Angela Bonanno di Catania LOCANDINA  SERATA 23 NOVEMBRE Modica, 7 dicembre 2013  Presentazione del romanzo storico di Cesare Lorefice LOCANDINA  SERATA 7 DICEMBRE FOTO 1. FOTO 2 FOTO 3 Ispica, sabato letterario del 14 dicembre 2013 SABATO LETTERARIO 14 DICEMBRE SU JANE AUSTEN Modica, 21 dicembre 2013  Reading dei poeti del Caffè Quasimodo LOCANDINA  SERATA 21 DICEMBRE DSC_8392 DSC_8393 DSC_8394 DSC_8395 DSC_8397 DSC_8399 DSC_8400 DSC_8402 DSC_8404 foto 1 foto 2 foto 3 FOTO 4 FOTO 5 Modica, 28 dicembre 2013- Presentazione del romanzo di Saverio Terranova LOCANDINA  SERATA 28 DICEMBRE a IMG_0061 Modica, 11 gennaio 2014  Sabato letterario sul ritrovamento di libri del XVI sec. al Classico LOCANDINA  SERATA  11 GENNAIOfoto 3foto 2foto 1 Ispica, 18 gennaio 2014 –  Sabato letterario sulla Shoah INVITO  18 GENNAIOS7301044S7301043S7301046   LOCANDINA  SERATA  11 GENNAIOINVITO  SERATA  25  GENNAIOSerata svoltasi nella Pinacoteca della Fondazione Grimaldi di Modica. Giorgio Sparacino ha interpretato in modo magistrale i testi di Raffaele Poidomani, Carlo Amore, Enrico Cavacchioli, Serafino Amabile Guastella, Nannino Ragusa, Meno Assenza, Giuseppe Bonafede. Puntuali, essenziali e affabulanti le note critiche introduttive di Giada Ragusa e Grazia Dormiente; sublimi i pezzi musicali del M° Lino Gatto alla chitarra e del M° Daniele Ricca al violino. Come auspicavo nel mio saluto di introduzione, è stata, metaforicamente parlando, una bella, serena e gradevole passeggiata letteraria in compagnia di magnifici poeti e scrittori dal ‘700 al ‘900. Nella partecipazione e nelle parole del pubblico intervenuto mi è sembrato di cogliere un vero e autentico senso di gradimento e arricchimento culturale. Grazie a tutti gli artefici della serata.. IMG_0699foto 4foto 2foto 3

TRADUZIONI

LETTERA DEL DIRETTORE DELLA JUNIMEA IASI DELLA ROMANIA, SIMONA MODREANU INVIATA AL SINDACO DI MODICA, DOTT. ANTONELLO BUSCEMA, IN OCCASIONE DEL 110 ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DEL NOBEL QUASIMODO PER SEGNALARE LA TRADUZIONE DEL LIBRO DI DOMENICO PISANA “QUEL NOBEL VENUTO DAL SUD. SALVATORE QUASIMODO TRA GLORIA ED OBLIO” A l’attention de M. le Maire de Modica, Dott. Antonello Buscema   … Continua a leggere

DIDATTICA

 DOMENICO PISANA svolge attività di formazione.  Dall’anno scolastico 2009/2010 è stato distaccato dal Ministero dell’Istruzione, Università e ricerca presso l’ADR, Ente di formazione professionale accreditato al MIUR, ove svolge la funzione di docente formatore degli insegnanti di religione e di Direttore dei corsi organizzati dall’Ente. Queste le principali tappe della sua attività.       La nuova identità della scuola a 10 … Continua a leggere

POLITICA E STORIA LOCALE

…Un’opera storica di grande utilità non solo per la lettura che della vita della città nel periodo preso in esame ne consente nei nostri giorni, ma, in prospettiva, a beneficio delle prossime generazioni, come contributo scientifico di limpida e sicura attendibilità per quanti in futuro vorranno rivolgere lo sguardo sullo stesso tema, magari in un orizzonte temporale più vasto e, … Continua a leggere

TEOLOGIA

Evangelizzazione e Catechesi nell’episcopato di Mons. Salvatore Nicolosi, 1997. Il lavoro è una ricerca attenta che Domenico Pisana ha voluto condurre rileggendo il corposo magistero scritto del Vescovo per cogliervi il filo conduttore e far risaltare così l’effettivo cammino della chiesa di Noto. Nelle migliaia di pagine consultate l’autore ha trovato che il leit-motiv del ministero episcopale di Mons. Nicolosi … Continua a leggere