TEOLOGIA

Evangelizzazione e Catechesi nell’episcopato di Mons. Salvatore Nicolosi, 1997.

Il lavoro è una ricerca attenta che Domenico Pisana ha voluto condurre rileggendo il corposo magistero scritto del Vescovo per cogliervi il filo conduttore e far risaltare così l’effettivo cammino della chiesa di Noto. Nelle migliaia di pagine consultate l’autore ha trovato che il leit-motiv del ministero episcopale di Mons. Nicolosi è stato ed è il ministero della Parola, prima ancora del governo come si addice all’apostolo che Gesù ha mandato anzitutto per annunciare”. (Dalla prefazione di Don Umberto Bonincontro)

“In un momento epocale in cui la famiglia vive una fase di crisi e di contestazione a vari livelli, urge più che mai una riprogettazione dell’identità familiare nel quadro delle sue relazione con la cultura, la società, la religione, la morale. Oggi, da una parte, sembra che la famiglia sia ritenuta un rudere da abbattere, dall’altra, invece, la sua validità è sostenuta da più parti con forza di pensiero e con l’azione di movimenti sociali ed ecclesiali che operano a sostegno della realtà familiare, affermando che la famiglia fondata sul matrimonio è da considerare un punto fermo”.

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Questo lavoro di Domenico Pisana, si afferma nell’introduzione al volume,  si muove nel  filone di studi e  di ricerche sulla famiglia patriarcale siciliana. Riporta tradizioni ed usi, più ampiamente, del suo ambiente, quello ragusano, ma sono parecchie le tradizioni riportate anche di ambienti diversi dell’isola, quali quelle del palermitano, del catanese e del siracusano.

Pisana ha esteso le sue ricerche intorno ai diversi  elementi da cui risulta l’ethos familiare: composizione, vita, dimensioni sociali e religiose della famiglia. Vengono illustrate, così, le istituzioni isolane, viene presentata la concezione dell’uomo e della donna, sono descritti i preparativi del fidanzamento, della celebrazione del matrimonio, delle condizioni socio-economiche e  dell’ambiente.

 Pisana si avvale della potenza espressiva dei proverbi dialettali, della squisita dolcezza dei testi eucologici, della forza di alcune tradizioni orali, da lui pazientemente raccolte in varie parti dell’Isola”.  Particolarmente stimolanti appaiono  le pagine dedicate all’analisi delle preghiere siciliane e alle feste religiose popolari, pagine che fanno giustizia di un’affrettata e imprecisa valutazione di queste realtà, che sovente sono state viste solo come coacervo di superstizioni e di vane credenze. Il tutto viene scritto con linguaggio piano, a tratti avvincente, in grado di far proiettare il lettore in un mondo di immagini e di sensazioni assolutamente piacevoli.

        INTERVISTA A DOMENICO PISANA AUTORE DEL LIBRO

                 LA “FAMIGLIA PATRIARCALE SICILIANA”         

                                                                                                         di Chiara Scucces

                                                              in “Dodici”, rivista mensile, n. 45. giugno 2011  

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            “La famiglia patriarcale siciliana”, un libro che, come si legge nella prefazione, si muove nel filone di studi e ricerche sulla famiglia patriarcale siciliana. Cosa viene descritto nelle pagine di questo suo ultimo lavoro?

R.Il testo si muove dentro orizzonti che vanno dal dato antropologico, a quello memoriale, etico e religioso.

L’elaborazione del discorso  tende nel complesso  a evidenziare il quadro antropologico dell’uomo e della donna in Sicilia: vita, fidanzamento, matrimonio, dinamica affettiva,  quindi a delineare l’ethos religioso familiare attraverso l’analisi delle feste e delle ricorrenze patronali, esaminate nella loro funzione, dinamica sociale, struttura e simbolismo, e nella loro devianza rispetto alla religiosità autentica.

Il saggio, inoltre, mira  a far risaltare gli orizzonti teologici della fede, della speranza e della carità della famiglia tradizionale, al fine di far comprendere che la religiosità siciliana non è da leggersi come semplice e mera espressione di usi, costumi e tradizioni, di credenze e di folklore, ma come esperienza che si attesta, pur non essendo priva della presenza di quest’ultimi elementi su un livello che incarna, anche se in modo spesso irriflesso, la vita teologale del cristianesimo. Ho tentato anche una descrizione, mediante l’ermeneutica di alcuni testi eucologici, della spiritualità della famiglia siciliana, per far capire come essa risulti fondata su un patrimonio biblico-teologico e su un dinamismo di natura etica, come pure ho analizzato  l’universo strettamente morale della famiglia siciliana, mediante una disamina delle sue virtù e dei suoi vizi, descritti attraverso la forza del linguaggio proverbiale e della sapienza.

 

D. Perché la necessità o la voglia di scrivere un testo che ripercorresse la memoria, la cultura, l’etica e la religiosità della famiglia siciliana?

 

R. Ci sono stati motivi chiaramente legati al mio curriculum professionale e teologico che mi ha visto impegnato in una ricerca di  dottorato all’ Accademia  Alfonsiana dell’Università Lateranense a Roma, ma c’è stato, altresì,  il bisogno di cimentarmi su un argomento che contiene al proprio interno le “radici identitarie”  della nostra civiltà siciliana, spesso giudicata in modo negativo. Amare e ricordare le radici da cui si proviene  (“Io amo l’età in cui sono nato”, diceva Montale)  è una fatto non solo sentimentale ma anche di identità.  

È ovvio che la famiglia di oggi non può essere riprodotta eticamente in modo pure e semplice sulla famiglia di ieri: troppi sono i cambiamenti culturali e sociali che vietano una operazione del genere e che la bollerebbero subito come sterile nostalgia d’un passato che non è più. Ma è altrettanto ovvio che è possibile  ripescare nel passato, con sano discernimento, gli assunti valoriali che ancora oggi possono costituire il fondamento dell’agire morale all’interno della struttura familiare. Tali sono, per esempio, il senso della solidarietà e della giustizia, la pazienza, la laboriosità e l’onestà, la generosità, il vivo senso dell’onore, la fiducia nella Provvidenza, il dinamismo della carità.

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Modica, 9 aprile 2011: presentazione del volume “la famiglia patrircale siciliana, nell’Auditorium del Palazzo della Cultura. Al tavolo, da sinistra, Gino Carbonaro, critico letterario e scrittore, Salvatore Paolino, poeta, Domenico Pisana

 

D. Come è cambiata, seconde lei e in base alle sue ricerche, la famiglia siciliana rispetto al secolo scorso?

 

R. Sicuramente esiste oggi la consapevolezza dei molteplici cambiamenti e delle profonde trasformazioni che hanno dato un volto nuovo alla famiglia attuale, e non solo quella siciliana. Il quadro dei mutamenti, sia quantitativi che qualitativi della famiglia di oggi, cosiddetta “nucleare”, ci inducono a dire  che essa presenta note caratteristiche molto diverse  rispetto a quella tradizionale: la permutabilità dei ruoli familiari, il rapporto “cameratesco” tra genitori e figli, la sicurezza economica fondata sul reddito, lo smarrimento delle funzioni sociali ed educative, l’influsso mass-mediale, l’attenuazione del valore dei rapporti intrafamiliari.

 Rispetto al secolo scorso si è registrato il passaggio da una logica contrattuale e legale in cui ciò che aveva valore era il consenso dei genitori, la dote maritale e non sempre l’amore, ad una logica della scelta non condizionata da fattori esterni né dall’ambiente familiare e sociale, ma da motivazioni affettive. All’interno di questo passaggio si sono verificati mutamenti e linee di evoluzione circa l’età e la celebrazione del matrimonio.

 

D. Nello specifico, il suo libro è diviso in due sezioni: una riservata agli usi e alle abitudini anche quotidiane della famiglia; l’altra, invece, affronta la tematica della religiosità. Dove si notano le maggiori differenze rispetto alla famiglia di oggi?

 

R. Si notano particolarmente a livello religioso e di fede. Io credo che nella famiglia di oggi, ad esempio,  manchino le ragioni della spiritualità e della preghiera;  mi pare di poter dire che essa aderisca alla fede più in termini teoretici, interpretando la religione in modo funzionale; che  la cultura dell’effimero e del consumo sia divenuta preponderante nell’interpretazione delle festività religiose; che  nel linguaggio e nel vissuto familiare le categorie vizio e virtù stiano scomparendo per cedere il posto ad argomentazioni più di tipo giuridico che etico, quali il dovere e l’obbligo.

Mi pare , infine, che  il calcolo e l’emotivismo siano diventati i criteri di ogni agire  morale fino al punto di accettare una interscambiabilità tra vizio e virtù. All’interno di questo processo di cambiamento, con le sue crisi e i suoi elementi di novità, è possibile cogliere le principali differenze.

 

D. Ci sono ancora, pur con le dovute cautele, delle analogie fra i nuclei familiari di un tempo e quelli contemporanei?

 

R. Più che di analogie parlerei di “continuum” sul piano etico! La famiglia siciliana ha incarnato, pur tra i suoi limiti, una realtà valoriale in modo semplice e spontaneo, ha posto in essere un’etica del dovere e della solidarietà  sulla base di una saggezza umana e di una visione sapienziale della vita.

Ecco, mi pare di poter dire che questa dimensione è , pur se con modalità diverse e nonostante le trasformazioni e le criticità proprie del  tessuto familiare contemporaneo, presente anche nell’ethos familiare contemporaneo. Il passato della famiglia patriarcale serve che sia recuperato non tanto per motivi nostalgici, che sarebbero  del resto anacronistici, ma per far tesoro di quelle positività valoriali valide in ogni tempo  perché possano fare da stimolo alla realtà familiare di oggi che, spesso, vive condizionata da un’etica utilitaristica e della situazione che privilegia il privato e il relativismo.

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Il pubblico intervenuto alla presentazione del volume

D. L’ultimo suo lavoro, prima di questo, “Modica in un trentennio” è stato un libro dal sapore più storico; ma poi lei ha scritto anche libri di poesie, saggi…sicuramente uno scrittore poliedrico. Qual è il genere che più le appartiene?

 

R. Mi ritengo sicuramente un eclettico, una persona con variegati interessi culturali e sociali. Nell’ultimo trentennio della mia vita mi sono occupato di poesia, di temi teologici, sociali, politici, storici,  letterari, didattici, tenendo incontri e conferenze in varie parti della Sicilia e d’Italia;  tutto questo bagaglio, sicuramente, mi ha stimolato a riportare sulla pagina un mondo vario e diversificato sia per lasciare “testimonianze di vita”, sia per dare un contributo di ricerca e riflessione culturale a 360 gradi ai problemi del nostro tempo.  Certamente l’habitat privilegiato che più mi appartiene e dentro cui si muove la mia esperienza ed attività  di scrittore è il rapporto tra “letteratura, poesia  e teologia”.   

 

D. Ha mai pensato di scrivere un romanzo?    

R. Sì, ci ho pensato diverse volte e, forse, qualche volta ci proverò, anche se non è il mio genere. 

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Alessandra Pitino e Daniele Cannata della Compagnia teatrale Hobby actor’s

leggono alcuni passi del libro “La famiglia patriarcale siciliana”

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Gli attori Piero Pisana, Fatima Palazzolo e Marisa Giurdanella in una interpretazione scenica di un momento de “La famiglia patriarcale siciliana”

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Saro Cannizzaro, Guido Cicero e il M° Giorgio Cannizzaro

 eseguono dei canti popolari durante la presentazione del volume

D. Ritornando a parlare del suo ultimo libro, ho notato la dedica, fatta ai suoi genitori e ai suoi nonni. Molto emozionate, quale il significato di questo gesto?

 

R. Ho dedicato il libro  ai miei genitori Guglielmo e Assunta Carmela, ai miei nonni materni, Salvatore e Raffaela e a quelli paterni, Domenico e Carmela, perché nessuno di noi può cancellare la storia familiare  da cui proviene.

Sono state tutte persone semplici, laboriose, oneste e con il senso del dovere, e il loro insegnamento, fatto più di gesti ed esempi che di parole, mi è servito a leggere e a capire la vita. Mio nonno Domenico ha vissuto anche la guerra che gli ha lasciato  dei segni sul corpo, è stato insignito della medaglia al valore militare ed ha mostrato di avere una grande virtù come quella di credere nel valore della patria. A tutti loro ho dedicato questo volume, che è la prima parte di una trilogia su cui sto lavorando, come atto di gratitudine per quello che mi hanno trasmesso e per l’amore che mi hanno donato. 

Presentato a Rosolini il libro del modicano Pisana 

              “La famiglia patriarcale siciliana”  www.radiortm.it  scritto il 4 dic 2011 nella categoria: Cultura   

                                                                                                               di  Marcella Burderi

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Rosolini, 3 dicembre 2011, Cine teatro S. caterina. Al tavolo della presidenza da sinistra: Salvatore Ignaccolo, Domenico Pisana, Corrado calvo, Ignazia Iemmolo

A Rosolini le associazioni culturali riunite Cultura e Dintorni e l’Associazione Club Famiglie, hanno presentato, alla presenza di un folto pubblico, il libro di Domenico Pisana “La famiglia Patriarcale”. Il sindaco, Nino Savarino, ha portato il saluto della città. La professoressa Ignazia Iemmolo, il professore Corrado Calvo e l’ingegnere Salvo Ignaccolo i relatori. Le letture di alcuni brani tratti dal testo sono state affidate a Simona Pitino e a Daniele Cannata. Ha chiuso la serata un estratto di “Na matassa ‘mprugghata” di Scarpetta, a cura della compagnia del piccolo teatro con Fatima Palazzolo, Marisa Giurdanella e Piero Pisana. I canti della serata sono stati affidati al gruppo di cantori della tradizione iblea Muorika mia.

 Ad introdurre gli intervenuti sulle problematiche del testo di Pisana Corrado Calvo: “il testo punta soprattutto sulla centralità del ruolo della famiglia nella società occidentale fin dall’antichità. La famiglia si presenta come un’unità estesa che arrivava a contare fino a quaranta persone e che dava grande peso al ruolo degli anziani. La donna viveva in una condizione subalterna ma spesso era la vera regista dei fatti e delle decisioni che poi poneva in atto il pater familias.

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L’avv. Antonino Savarino, sindaco di Rosolini, dà un saluto all’inizio                           della presentazione  del libro

Ma la di la delle vicende storiche che regolano la vita della famiglia il testo si presenta interessante – continua Calvo- per la sua focalizzazione sulla dimensione sociale della famiglia e sulle ragioni etiche che stanno alla base di questo fondamentale istituto sociale”. “Ho apprezzato molto il testo di Pisana – aggiunge La prof Iemmolo – perché ho avuto l’opportunità di riflettere su argomenti che amo e che studio da sempre. Pisana è riuscito a far luce su fatti ed episodi che hanno contribuito a costruire lo stereotipo del Siciliano senza mai cadere nella maglia dell’esposizione nostalgica.

Lo sguardo volto al passato intreccia una ricostruzione storica che fa luce su tutti gli aspetti dell’istituzione famiglia intesa in un momento storico preciso”. “Gli argomenti trattati – ha concluso Ignaccolo – sono di grande interesse perché restituiscono al mondo giovanile detti, usi e costumi patrimonio di un passato spesso dimenticato”.

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                 Gruppo Muorika mia mentre si esibisce in ulcuni canti popolari

“Quando ho iniziato questo lavoro – afferma Pisana – avevo un obiettivo: fondarmi sulla famiglia nel passato e guardare alla composizione della famiglia oggi. Recuperare il passato non è un intenzione nostalgica ma un tentativo di codificare il presente e di capire ragioni ed effetti di una società che cambia e che si trasforma”.

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 In questo volume Domenico Pisana sente il bisogno di far conoscere il tesoro della sua amicizia con il rev.mo Mons.Giuseppe Rizza, che gli fu sorgente di edificazione con i suoi ammestramenti saggi e imperituri… Una preziosa raccolta, curata, coordinata nell’unità e nell’ordine di esposizione, con decoro, linearità e purezza di linguaggio, con la devozione di chi onestamente sente di dovere tanto a colui il quale gli fu anche padre e fratello.

                Lorenza Tringali Sipione

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La Diocesi di Noto, la più a sud d’Italia, celebra quest’anno 150 anni di presenza rivisitando con un convegno nazionale di studi un secolo e mezzo di storia. In questo contesto vede la luce questo breve studio di Domenico Pisana su uno dei vescovi più discussi che Noto abbia avuto: Mons. Giovanni Blandini, vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo in un momento di grandi fermenti sociali conseguenti alla rivoluzione industriale e al nascere di una nuova sensibilità etica::: Il lavoro di Domenico Pisana serve ad avvicinare il lettore ad un grande vescovo della Chiesa di Noto che bene a ragione fu chiamato dal cardinale Segretario di Leone XIII “gemma dell’episcopato cattolico”

                 Umberto Bonincontro

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 “L’esperienza didattica che viene “raccontata” in questo volume è veramente rilevante perché riferisce( e propone) un avvincente itinerario, per il quale autore e giovani studenti hanno potuto scoprire, con concretezza di sguardo, il mondo complesso della “relazionalità” e della “comunicazione” . Attraverso l’invito a riflettere sulla “Città” e sulle connesse problematiche, i giovani sono guidati allapprezzamento valoriale(e perciò etico) del convivere, nonché ad una presa di coscienza del loro essere cittadini. Anzi del loro essere “con-cittadini”: un docente di teologia(di”religione”) infatti, mentre attende alle problematiche urbanistiche, psichiche, sociologiche, ed alle suggestioni letterarie emerse lungo i secoli con riferimento al configurarsi della “città”, non può misconoscere le riflessioni proprie dei cristiani sulla Città…” (Giorgio Colombo)

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“…Il percorso  offerto dall’Autore, spiritualmente ricco, denso di significati e di contenuti, condurrà chi legge alla riscoperta di una profonda dimensione della preghiera, nella certezza che l’Oreb e le sue pendici sono nel cuore di ogni uomo che ha sete di Dio…”

Salvatore Martinez         Coordinatore nazionale del Rinnovamento nello Spirito santo

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 In modo estremamente sapienziale e puntualmente riferendosi alle Scritture, l’Autore propone un cammino di approfondimento, attraverso riflessioni, preghiere, e consigli spirituali per imparare dal maestro Gesù a vivere con corenza e a testimoniarlo al mondo.

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 In questo studio viene messo bene in evidenza, con stile incisivo, che la fede si rafforza donandola e Nazarena è stata aperta allo Spirito d’amore che le ha fatto intuire i bisogni e le domande della messe….Questa è l’icona che Domenico Pisana, scrittore e poeta, illustra con artitsico tocco letterario: una donna che ha amato tutti e sempre, una donna gigante nello spirito…Infatti aferma l’autore che “Madre Nazarena vive la sua vita con la certezza che Gesù è sempre accanto a lei..da qui il pronunciamento e l’impegno del “Voto di fiducia”.

                                 Suor Rosa Graziano     

                                                                                                            

 

TEOLOGIAultima modifica: 2011-11-16T18:44:00+01:00da domenicopisana
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